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Un piccolo dissenso ci fu tra i due fratelli per quei benedetti uccellini che si portavano via una parte del loro pane. “Potresti salvare la vita ad un Cristiano con quel pane, ” osservò Giulio. E Mario: “Ma sono più di cinquanta gli uccellini che con quel pane rendo felici”. Giulio fu subito e per sempre d'accordo. Quando la cena era finita, Giulio si copriva la testa, le orecchie e le guancie col berretto da notte, e Mario per una mezz'oretta gli leggeva qualche romanzo. Al suono della dolce voce fraterna, Giulio si quietava, il suo cuore affaticato assumeva un ritmo più regolare, e il suo polmone s'allargava. Il sonno allora non era più lontano e, infatti, presto il suo respiro si faceva più rumoroso. Allora Mario affievoliva gradatamente la voce finchè arrivava senza soluzione di continuità al silenzio; poi, dopo di aver smorzata la luce, s'allontanava sulle punta dei piedi. La letteratura era perciò una buona cosa anche per Giulio, ma una sua forma, la critica, lo danneggiava e minacciava la sua salute.
Einen kleinen Dissens zwischen den zwei Brüdern gab es wegen den beschenkten Vögelchen, die ein Teil ihres Brotes wegtrugen. "Du könntest das Leben eines Christen retten mit diesem Brot", sagte Giulio. Und Mario: "Aber es sind mehr als fünfzig Vögelchen, die ich mit diesem Brot glücklich mache". Giulio war gleich und für immer einverstanden. Als das Essen zu Ende war, bedeckte Giulio seinen Kopf, seine Ohren und die Wangen mit einer Schlafmütze und Mario las ihm eine halbe Stunde lang aus einem Roman vor. Beim Klang der sanften Stimme seines Bruders beruhigte sich Giuglio und sein müdes Herz nahm einen regelmäßigeren Rhythmus an, seine Lunge wurde größer. Der Schlaf war nicht mehr weit und tatsächlich, bald wurde seine Atmung lauter. Mario senkte dann allmählich die Stimme, bis eine weitere Minderung nicht mehr möglich war und Stille herrschte. Dann, nachdem er das Licht gedämpft hatte, entfernte er sich auf Zehenspitzen. Die Literatur was also auch etwas positives für Giulio, aber eine bestimmte Form derselben, die Kritik, schadete und bedrohte seine Gesundheit.

Troppo spesso Mario interrompeva la lettura per mettersi a discutere violentemente il valore del romanzo che leggeva. La critica sua era la grande critica dell'autore disgraziato. Era dessa il suo grande riposo, agitato solo in apparenza, il sogno più splendido. Ma aveva lo svantaggio d'impedire il sonno altrui. Scoppii di voce, suoni di disprezzo, discussioni con interlocutori assenti, tanti strumenti musicali varii che s'alternavano, e inpedivano il sonno. Eppoi Giulio anche per cortesia doveva badare di non addormentarsi, quando ad ogni tratto gli si domandava il suo parere. Doveva dire:“Anche a me pare”. Era tanto abituato a tali parole che per sillabarle gli sarebbe bastato di lasciar passare il suo fiato sulle labbra. Ma chi russa non sa fare neppur questo. Una sera il furbo malato che pareva tanto innocente in quel suo berretto abbondante, ebbe una trovata.
Zu oft unterbrach Mario die Lektüre um laut über den Wert des Romans zu diskutieren, den er gerade las. Seine Kritik war die große Kritik des unglücklichen Autors. Sie war seine große Stütze, der glänzendste Traum, nur scheinbar aufgewühlt. Allerdings hatte sie den Nachteil, den Schlaf eines anderen zu behindern. Das Erdonnern der Stimme, Töne voller Verachtung, Diskussionen mit nicht anwesenden Gesprächspartnern, so viel verschiedenen Musikinstrumente, die sich abwechselten und den Schlaf behinderten. Dann musste Giulio aus Höflichkeit vortäuschen nicht einzuschlafen, wenn jedes mal, wenn man ihn nach seiner Meinung fragte, er mit:"So scheint es auch mir", antwortete. Er war schon so gewöhnt an diese Wort, dass es ihm genügt hätte, einen Hauch über seine Lippen strömen zu lassen. Doch der, der schnarcht, kann nicht einmal das. Eines abends hatte der gewitzte Kranke, der so unschuldig aussah in jener üppigen Schlafmütze eine Eingebung.

Con voce turbata (forse perchè temeva di essere indovinato) domandò a Mario di leggergli il suo romanzo. Mario si sentì affluire più caldo il sangue al cuore. “Ma tu già lo conosci, ” obiettò mentre subito s'accinse ad aprire il libro che non era mai lontano da lui. L'altro rispose che da lunghi anni non l'aveva più letto e che sentiva proprio il desiderio di riudirlo. Con voce dolce, mite, musicale, Mario iniziò la lettura del suo romanzo Una giovinezza, accompagnata dal vivo consenso di Giulio che incominciava ad abbandonarsi al riposo, mormorando: “Bello, magnifico, benissimo,” ciò che rendeva la voce di Mario vieppiù calda e commossa. Anche per Mario fu una sorpresa. Non aveva letto mai roba propria ad alta voce. Come diventava più significativa ravvivata dal suono, dal ritmo e anche dalle pause accorte e dal saggio acceleramento. I musicisti - beati loro! - hanno degli esecutori che non fanno altro che studiare il modo di regalare loro grazia ed efficacia.
Mit zitternder Stimme (aus Angst vielleicht, dass man seine Absichten erraten könne) bat er Mario ihm seinen Roman vorzulesen. Mario fühlte, wie das Blut ihm wärmer zum Herzen strömte. "Aber du kennst ihn doch schon", erwiderte er, während er sich daran machte, das Buch zu öffnen, das nie weit von ihm entfernt war. Der andere erwiderte, dass er ihn seit vielen Jahren nicht mehr gelesen hatte, und dass er jetzt ein Bedürfnis verspürte, ihn nochmal zu lesen. Mit sanfter, heiterer und musikalischer Stimme, begann Mario die Lektüre seines Romans Eine Jugend, begleitet von der lebhaftigen Zustimmung von Giulio, der begann sich dem Schlaf zu überlasse, während er murmulte: "Schön, herrlich, sehr gut", was wiederum die Stimme von Mario noch wärmer und gerührter klingen ließ. Auch für Mario war es eine Überraschung. Noch nie hatte er etwas eigenes laut vorgelesen. Wie bedeutender doch alles wurde, wenn es vom Klang belebt wird und von den bewusst gesetzten Pausen, der geschickten Beschleunigung. Musiker - wie glücklich sie doch sind! - haben die Ausführenden, die nichts anderes tun, als ihnen Anmut und Grazie zu schenken.

Degli scrittori il lettore frettoloso non mormora neppure la parola e passa da segno a segno come un viandante in ritardo su una via piana. "Come scrissi bene!" pensò Mario ammirando. Aveva letto tutt'altrimenti la prosa degli altri e, nel confronto, la sua brillava. Dopo poche pagine il respiro di Giulio rantolò: era il segno che il suo polmone veniva privato della guida cosciente. Mario, ritiratosi nella propria stanza, non seppe staccarsi dal romanzo che lesse ad alta voce per buona parte della notte. Era stata una vera nuova pubblicazione quella. Aveva scosso l'aria ed era andata al suo cervello ed a quello degli altri per l'orecchio, l'organo nostro più intimo. E Mario sentì che la sua idea ritornava a lui nuova, abbellita, e arrivava al suo cuore per nuove vie ch'essa creava. Quale nuova speranza!
Von den Schriftstellern murmelt der eilige Leser nicht mal die Worte und geht von Zeichen zu Zeichen wie ein Wandersmann mit Verspätung auf einer weiten Straße. "Wie gut du schreibst!", dachte Mario voller Bewunderung. Er hatte die Prosa der anderen ganz anders gelesen und im Vergleich dazu, glänzte die seine. Nach wenigen Seiten atmete Giulio röchelnd: Dies war das Zeichen, dass seine Lunge nun des bewussten Führers verlustig gegangen war. Mario, konnte sich, nachdem er sich in sein eigenes Zimmer zurückgezogen hatte, nicht von dem Roman, den er mit lauter Stimme einen Großteil der Nacht las, losreissen. Das war wirklich wie eine neue Veröffentlichung. Er hatte die Luft erschüttert und war in sein Gehirn und in das der anderen über das Ohr, dem intimsten Organ, hinaufgestiegen. Mario fühlte, wie seine Idee zurückkam, neu, verschönt. Sie gelangte an sein Herz durch neue Wege, die diese öffnete. Welch eine neue Erfahrung!

E il giorno appresso nacque la favola dal titolo: Il successo sorprendente. Eccola: “Un ricco signore disponeva di molto pane e si divertiva a sminuzzarlo agli uccellini. Ma del dono approfittava una diecina o poco più di passeri, sempre gli stessi, e buona parte del pane ammuffiva all'aria. Il povero signore ne soffriva, perchè nulla è tanto disgustoso come veder poco gradito un proprio dono. Ma ebbe allora la ventura di ammalare, e gli uccellini che non trovarono più il pane cui erano usi, cinguettarono dappertutto: "Il pane che c'era sempre non c'è più, ed è un'ingiustizia, un tradimento". Allora una moltitudine di passeri si recò a quel posto ad ammirare la provvidenza che aveva cessato di manifestarvisi, e quando il benefattore risanò, non ebbe pane abbastanza per saziare tutti i suoi ospiti”.
Am nächsten Tag ward die Fabel mit dem Titel geboren: Der unerwartete Erfolg. Hier ist sie: "Ein reicher Herr besaß viel Brot und vergnügte sich damit es zwischen den Vögeln zu zerbröckeln. Doch von der Gabe profitierten nur zehn oder ein paar mehr, immer die gleichen, und ein guter Teil des Brotes verschimmelte an der Luft. Der arme Mann litt darunter, denn nichts ist so unangenehm, wie wenn ein Geschenk mit Undank aufgenommen wird. Doch er hatte das Glück, krank zu werden und die Vögel, die das Brot, an welches sie gewohnt waren, nicht mehr fanden, zwitscherten überall: "Das Brot, das immer da war, ist nicht mehr, das ist eine Ungerechtigkeit, ein Verrat". Nun flogen viele Spatzen zu diesem Ort um die Vorhersehung zu bewundern, die aufgehört hatte sich zu zeigen. Als der Wohltäter wieder gesund war, hatte er nicht genug Brot um alle seine Gäste satt zu machen.





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